IL PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA:
criteri di stesura

Relatore: Mariano Vergassola

PUNTO 1 – Offerta formativa

Perché di tutte le attività educative storicamente determinate (di cui le principali sono 5: informazione, istruzione, educazione in senso stretto, formazione e insegnamento), il piano che ci viene chiesto di predisporre (più esattamente predispone l’istituzione scolastica, ma elabora il collegio dei docenti) è dell’offerta FORMATIVA.

Riflettiamo:

Piano dell’offerta INFORMATIVA:

  • Incentrato sui saperi, che possono anche essere educativi, e rivolti, pertanto ai comportamenti: sapere comportarsi, come comportarsi;
  • Può essere sia consapevole ed intenzionale che inconsapevole e non intenzionale: cioè non riferito esplicitamente a un progetto e a un fine;
  • NON è comunque ESPLICITAMENTE FINALIZZATO, dunque teleologicamente orientato alla CRESCITA (dice Cerini di Moren →?amare, rispettare, vivere. Noi aggiungiamo CRESCERE), al cambiamento della persona “da educare”: non attiene, cioè, a un progetto propriamente ed esplicitamente convenuto, detto (nel senso di “verbalizzato”) e fondato: vedi al riguardo i “messaggi/massaggi “ (cfr. McLuhan) della televisione, dei giornali, della radio, del Web, ecc.
  • Piano dell’offerta ISTRUTTIVA:
    • parimenti incentrato sui saperi;
    • sempre intenzionale e legato ad un contratto tra Ed – e – A (vedi programma, programmazione, curricolo) →? il soggetto sa cosa lo attende;
    • è riferito ad un progetto e riferito a un fine esplicito e convenuto tra Ed – e – A;
    • è teso alla crescita / cambiamento della persona “da educare”.
  • Piano dell’offerta FORMATIVA:
    • FORMARE è un ATTO teso a fare acquistare ABILITÁ e COMPETENZE sia contenutistiche che relazionali (es. formazione alla relazione interpersonale, formazione professionale, qui formazione docente iniziale);
    • LA FORMAZIONE È RICADUTA DELL’INSEGNAMENTO →? qualunque sia il taglio, il contenuto, lo specifico e lo spessore di ogni vario e diverso processo-prodotto di insegnamento (processo in quanto costruzione, nel tempo di un qui e ora che muove da un passato, attraversa un presente per collocarsi in un futuro; prodotto il qui e ora che si raggiunge) vedi in particolare gli obiettivi dei vari programmi ministeriali: formare la persona integrale ed armonica.
  • Diciamo allora cosa intendiamo qui per INSEGNARE: insegnare = istruire + educare
  • cfr. Dewey →? a chi, da chi, cosa, come e perché
    cfr. Scheffler →? porre domande adeguate e ricevere risposte critiche adeguate

    PUNTO 2 – Istituzione scolastica →? componenti

    “Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il Piano dell’Offerta Formativa.

    È evidente che, se per formazione intendiamo ciò di cui sopra, la componente scolastica chiamata principalmente alla elaborazione del Piano sarà quella docente.

    Due considerazioni:

    • I docenti di un’intera istituzione scolastica sono chiamati, tutti, alla stesura di un Piano che entra prepotentemente dentro la loro sfera professionale, nel loro lavoro di classe; Piano che non può essere non condiviso (e quindi dovrà essere generale e plurale, pena l’esclusione, non prevista, di alcuni componenti); Piano che, al contrario dei programmi ministeriali, potrà coinvolgere diversi ordini di scuola presenti nello stesso istituto. I docenti nella loro collegialità sono chiamati ad elaborare un documento e non a votarne uno elaborato da altri (sforzo organizzativo da inventare →? nuove figure professionali).
    • Alla predisposizione del Piano devono partecipare però tutte le componenti (dirigenza, personale ATA, genitori, alunni) →? PIANO CONDIVISO (inventare la predisposizione del Piano).
  • Accennare una possibile rappresentazione del Rapporto Educativo quale fondamento di una proposta formativa integrata →? identità culturale e progettuale della istituzione scolastica.
  • PUNTO 3 – Cosa esplicita il Piano

    “Esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa”.

    Progettazione curricolare: nonostante tutto (ordini e contrordini ministeriali) dobbiamo provarci, se non altro perché vero terreno di confronto tra professionalità diverse.

    Paletti:

    • Valori (legge 30/2000 →? principi fondamentali della Costituzione) dai quali il curricolo non può prescindere;
    • Percorso unitario (obbligo formativo);
    • Territorialità (vedi Piano Formativo Integrato)
    • Flessibilità (vedi unicità RE);
    • Disciplinarietà e trasversalità per una didattica orientata alle competenze (vedi Manfredini).
  • Progettazione extracurricolare:
  • Due considerazioni:

    • Non extrapof;
    • Non solopof.
  • Progettazione educativa:
    • Estensione temporale dell’educazione →? educazione permanente;
    • Dall’educazione successiva di Rousseau alla educazione progressiva di Necker de Saussure.
  • Progettazione organizzativa:
  • Vedi la nuova personalità docente, argomento del prossimo nostro incontro.