MONITORAGGIO DELL'AUTONOMIA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE (a.s. 2000 - 2001)

 

OBIETTIVI E PROTOCOLLI D’INDAGINE

L’anno scolastico 2000/01, il primo di piena attuazione dell’autonomia scolastica, vede la prosecuzione del progetto di monitoraggio avviato dal MPI già a partire dal biennio di sperimentazione 1998/2000 con lo scopo di rilevare la capacità della scuola di strutturare le proprie azioni nella logica complessiva del Piano dell’Offerta Formativa.

Il piano di fattibilità elaborato dal Comitato Paritetico per il Monitoraggio dell’Autonomia, cui fanno capo soggetti titolari diversi (il MPI, gli Istituti Nazionali per la Documentazione, ex BDP, e per la Valutazione, ex CEDE, il sistema nazionale dei rinnovati IRRE, ex IRRSAE) ha affiancato alla necessità di cogliere le dinamiche in corso, i differenziali qualitativi e gli eventuali problemi emergenti, l’esigenza di consolidare sul campo la pratica del monitoraggio inteso come costante azione di ricerca e di supporto al sistema, affidandogli una sempre più esplicita valenza di ricerca valutativa intesa come monitoraggio di aiuto alle scuole per la propria autovalutazione.

Su queste premesse è stato quindi delineato l’impianto di indagine in riferimento agli oggetti salienti, alle prospettive di analisi, alla tipologia degli strumenti e alla scansione di massima delle operazioni, che hanno visto impegnata una rete nazionale di osservatori articolata in Gruppi Regionali di Ricerca (GRR), a loro volta articolati in Team di Ricerca a composizione plurima (tecnici IRRE, Ispettori, Nuclei di supporto all’autonomia, risorse presenti nel territorio).

Il campione osservato sul territorio nazionale, inizialmente di 1000 scuole, ha assunto sempre maggiore rilevanza attestandosi, quest’anno, su circa 1300 scuole che, a differenza degli anni precedenti, hanno aderito al monitoraggio sulla base di una autosegnalazione.

In Liguria sono state monitorate nel corrente anno n° 48 istituzioni scolastiche.

OGGETTI DI OSSERVAZIONE

Il monitoraggio ha avuto come oggetto di osservazione le condizioni di esercizio dell’autonomia attivate dalle scuole e, in particolare, le tre categorie di lettura indicate dalla Lettera circolare n° 194/99, specificamente utilizzate come “macroindicatori” del processo di autonomia:

La FLESSIBILITA’, che “riguarda le scelte innovative compiute da ciascuna scuola rispetto alle attività didattiche, organizzative, curricolari ed extracurricolari” e che deriva da scelte relative a:

  • articolazione del tempo scuola
  • articolazione flessibile dei gruppi-classe
  • scelte in merito all’organizzazione dei saperi all’interno del progetto formativo
  • articolazione modulare dell’offerta formativa
  • scelte metodologiche e didattiche che strutturano l’azione formativa
  • ampliamento dell’offerta con attività integrative ed extracurricolari
  • individualizzazione dei percorsi di apprendimento
  • modalità di valorizzazione delle eccellenze, d’integrazione degli alunni in situazione di handicap, d’integrazione degli alunni stranieri
  • procedure di valutazione.
  • La RESPONSABILITA’, che “investe tutti i processi decisionali attivati da ciascuna scuola, nell’ambito della propria responsabilità e attraverso il coinvolgimento di tutte le componenti”, rilevabile attraverso:
    • modalità di elaborazione del POF
    • articolazione delle funzioni tecnico-gestionali (staff, Funzioni Obiettivo…)
    • modalità di funzionamento di commissioni e dipartimenti disciplinari
    • livelli di condivisione delle scelte
    • forme di informazione all’utenza sul POF
    • attività di formazione in servizio collegate al POF
    • forme di monitoraggio interno.
  • L’INTEGRAZIONE, che “riguarda gli aspetti di relazione costruttiva con le comunità locali e con il sistema scolastico allargato”, rilevabili attraverso:
    • modalità di partecipazione ad iniziative promosse da altri soggetti del territorio
    • esperienze di coprogettazione con enti esterni
    • natura della collaborazione con gli Enti Locali
    • presenza di iniziative di continuità e accoglienza
    • presenza di rapporti di rete con altre istituzioni scolastiche
    • uso didattico dell’ambiente.
  • Nel prendere in esame i tre ambiti sopra riportati, si è posta particolare attenzione a tre focalizzazioni specifiche, ritenute particolarmente rilevanti in questa fase del processo di riforma:
  • per la flessibilità, LA DISPONIBILITA’ E LA CAPACITA’ DELLA SCUOLA DI RISPONDERE ALLE “DIVERSITA’”, dall’handicap all’eccellenza, sotto il profilo organizzativo, didattico e degli stili educativi;

    per la responsabilità, I CARATTERI E LE TIPOLOGIE DELLA LEADERSHIP;

    per l’integrazione, IL RAPPORTO TRA L’ISTITUZIONE SCOLASTICA E GLI ENTI LOCALI.

    PROSPETTIVE DI ANALISI

    La prospettiva a partire dalla quale la scuola è stata osservata non è stata univoca, ma è risultata da un intreccio di differenti vertici di osservazione:

    • il DICHIARATO, cioè l’insieme degli orientamenti progettuali esplicitamente assunti dalla scuola (analisi del POF e di altri documenti di tipo programmatico);
    • l’ AGITO, cioè l’insieme dei comportamenti professionali messi in atto dagli operatori della scuola per realizzare quanto programmato (osservazione diretta di attività didattiche; analisi di documenti e prodotti);
    • il PENSATO, cioè l’insieme delle elaborazioni individuali e collettive che caratterizzano la cultura organizzativa dei docenti della scuola, in termini di percezione di sé e dei significati del proprio lavoro (somministrazione di una scala di misurazione degli atteggiamenti; intervista di gruppo ad un campione di docenti della scuola);
    • il PERCEPITO, cioè l’insieme delle percezioni e degli apprezzamenti che sull’operato della scuola hanno genitori e studenti (somministrazione di una scala di misurazione degli atteggiamenti; intervista di gruppo ad un campione di genitori e studenti).
  • I risultati delle osservazioni e dei focus-group sono stati riassunti in una rappresentazione grafica (il diamante), che è stata proposta nell’incontro di restituzione come “oggetto” facilitante la riflessione e il confronto.
  • GLI ESITI DELLA SCUOLA

    IL PERCORSO

    A seguito dell'invito rivolto a tutte le scuole dal Ministero della Pubblica Istruzione e dall'IRRE (Istituto Regionale Ricerca Educativa) Liguria, il Circolo Didattico di Riccò del Golfo ha aderito al monitoraggio, sottoscrivendo con l'IRRE un protocollo di lavoro contenente gli impegni reciproci, al fine di avviare un confronto con operatori scolastici esterni circa le scelte pedagogiche, didattiche e organizzative effettuate.

    Il team di monitoraggio ha svolto nella scuola i seguenti incontri:

    • incontro provinciale (19.01.2001) di presentazione del percorso di monitoraggio e di raccolta dei Piani dell'Offerta Formativa delle scuole;
    • incontro con lo staff della scuola (7.02.2001) finalizzato all'illustrazione dell'offerta formativa e alla raccolta di ulteriore documentazione programmatica;
    • una visita presso le scuole del circolo (3.04.2001) nel corso della quale il team ha osservato attività didattiche, incontrato il capo di istituto, docenti e studenti, esaminato documentazione, effettuato interviste semi-strutturate secondo la tecnica del focus-group con gruppi di docenti, studenti e genitori;
    • incontro (8.06.2001) di restituzione degli esiti del percorso e di confronto con lo staff della scuola e con altri soggetti coinvolti nelle precedenti fasi di monitoraggio.

     

    LA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA

    RISULTATI DEL MONITORAGGIO

    TEAM DI OSSERVATORI:

    dott. Filiberto Arzelà (Ispettore Tecnico del Ministero della Pubblica Istruzione)

    dott.ssa Isabella Benzoni (IRRE Liguria)

    dott.ssa Cosetta Bettaccini (Nucleo per l'Autonomia della Spezia)